La Famiglia dell’Antiquario

(Ossia “La suocera e la nuora”)

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Sesta delle sedici commedie scritte nel 1750 e messa in scena per la prima volta al Teatro Sant’Angelo di Venezia con il sottotitolo La suocera e la nuora.

Non ha il lieto fine caratteristico del teatro goldoniano e tutto resta aperto senza risolversi.

Come si può vedere anche nell’introduzione all’opera si parla di questo finale. Vuole rispondere a chi ha detto che la commedia finiva male per non avere un lieto fine dicendo che “preferisce la verità disaggradevole a la deliziosa immaginazione”. Mostra così “la costanza femminile nell’odio”.

Goldoni scrive la parte di Brighella e dell’Arlecchino.

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RIASSUNTO DELL’OPERA

Questa commedia racconta i conflitti di una famiglia che vive a Palermo. Nella famiglia entra Doralice, figlia di un mercante, Pantalone, con una dote di ventimila scudi. Entra come sposa del Conte Giacinto, figlio del Conte Anselmo Terrazzani e la Contessa Isabella. Comincia un conflitto senza fine tra suocera e nuora a causa dell’orgoglio, della classe sociale e dei servitori. Il padrone di casa, il Conte Anselmo, non lo è davvero perché è un uomo menefreghista che solo pensa al suo museo d’antichità dove spreca tutti i soldi e in realtà non ha nessun valore. Con un padrone menefreghista, la suocera e la nuora in conflitto, un figlio e marito che non vuole dispiacere a nessuna, i cicisbei, il Cavaliere del Bosco e il dottore Anselmi, che invece di aiutare a risolvere il conflitto lo peggiorano, la cameriera Colombina che fa lo stesso con lo scopo di guadagnare ancora più, e un servitore, Brighella, che inganna il padrone di casa con l’aiuto del suo amico Arlecchino vendendogli antichità false, l’unica persona capace di risolvere i conflitti è il vecchio ed onorevole Pantalone.

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PERSONAGGI

Il Conte Anselmo Terrazzani: il padrone di casa è un uomo menefreghista che solo pensa ad aumentare il suo antiquario sprecando i denari famigliari e non vuole sapere niente dei conflitti che esistono fra la Contessa Isabella, sua moglie, e Doralice, sposata al Conte Giacinto, suo figlio. È un uomo credulone che viene ingannato dal suo servitore con l’aiuto di un amico, è un uomo testardo che non vuole ascoltare la realtà quando Pantalone vuole aiutarlo.

La Contessa Isabella: moglie del Conte Anselmo, nobile e in disaccordo con il matrimonio del figlio con la figlia di un mercante. Si sente a disagio con la nuora per diverse ragioni: la prima è la dote di ventimila scudi che porta al matrimonio perché lei ne aveva portati solo duemila; la seconda è il fatto di essere figlia di un mercante, di una classe sociale inferiore; la terza è la guerra che comincia ad essere la padrona di casa e anche il sentimento di non essere importante come prima donna perché c’è una donna più giovane di lei. Vuole essere la padrona assoluta ed essere sempre giovane. Non vuole sentire parlare della nuora, non la può vedere e non la può sopportare. Vuole avere sempre ragione e fa che i cicisbei pensino lo stessa cosa del matrimonio di suo figlio con una mercantessa malgrado che il Cavaliere finisca dalla parte di Doralice.

Il Conte Giacinto: marito di Doralice e figlio del Conte Anselmo e della Contessa Isabella. Lui non vuole dispiacere a nessuna delle donne. Prova a parlare con suo padre per risolvere il problema ma non ottiene niente.

Doralice: figlia di Pantalone, sposata con il Conte Giacinto e nuora del Conte Anselmo e della Contessa Isabella. Non vuole sentire parlare della suocera, non la può vedere e non la può sopportare. Non vuole essere nascosta in casa per il fatto di non essere nobile ed essere figlia di un mercante. Si sente a disagio con la suocera perché non la vuole a casa e ha dei conflitti con il Conte Anselmo perché non l’aiuta quando chiede i soldi per un abito nuovo e con la cameriera all’inizio perché non vuole servirla e obbedirla. Vuole essere la nuova padrona di casa ed essere come la suocera, una nobile con potere.

Pantalone de’ Bisognosi: mercante che cerca la felicità di sua figlia. È l’unica persona capace di mettere ordine tra le donne orgogliose e tra uomini deboli. Rappresenta la figura del mercante del secolo che cerca di arrivare ad un livello più alto socialmente, cosa che fa con il matrimonio della figlia, Doralice. È un borghese onesto, lavoratore, attento alla famiglia e molto critico nei confronti della figlia (l’orgoglio, lo schiaffo, l’imitazione della suocera).

Parla con la figlia e la Contessa, scopre Brighella ed Arlecchino, fa vedere al Conte Anselmo con l’aiuto di un vero esperto d’antiquariato, Pancrazio, che l’hanno ingannato e butta fuori di casa i cicisbei e la cameriera. Lui è colui che ottiene la direzione della casa e la salva dalla rovina.

Il Cavaliere del Bosco e il dottore Anselmi: sono i due cicisbei della Contessa Isabella che vogliono aiutare a risolvere il conflitto tra suocera e nuora ma lo peggiorano. Il dottore è l’amico della Contessa e il cavaliere finisce da parte della nuora. Sono due uomini deboli e servili.

Colombina: personaggio con cattive intenzioni che peggiora la relazione suocera-nuora. Non vuole obbedire a Doralice ma quando ottiene soldi per farlo le obbedisce. Vuole che le due pensino che l’una odia l’altra e le inganna dicendo delle cose false.

Brighella ed Arlecchino: Brigella è il servitore del Conte Anselmo e lo inganna con l’aiuto del suo amico Arlecchino facendo sì che perda tutti i soldi comprando antichità false. Arlecchino appare sempre travestito come un esperto d’antiquariato e la prima volta nei panni di un armeno parlando un armeno inventato con i giochi di parole finite in iri e in ara.

Pancrazio: il vero esperto d’antiquariato che testimonia che tutto il museo del Conte Anselmo è falso.

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COMMENTO ALL’OPERA

Ci sono due trame all’interno della commedia: la prima trama è formata dagli inganni del servitore Brighella al Conte Anselmo e la seconda trama è formata dal conlitto tra suocera e nuora con falsi consiglieri, discussioni a causa dell’orgoglio e problemi economici.

Sono diversi i temi che Goldoni mette nella commedia. Il primo tema è la conflittualità tra suocera e nuora, due donne in confronto da sempre. Sono due rivali che si mostrano stupide, ridicole, orgogliose ed egoiste. La rappresentazione femminile è molto importante nell’opera, fatto caratteristico di Goldoni nelle sue opere. Ognuna vuole essere la padrona, avere la cameriera al suo servizio, ottenere i soldi da Anselmo per dei nuovi abiti, ecc.

Il secondo tema è la cattiva condotta dei servitori della famiglia: il servitore del Conte e il suo amico, Brighella ed Arlecchino, la cameriera Colombina ed i cicisbei, il Cavaliere e il dottore.

Brighella inganna con l’aiuto del suo amico il Conte vendendogli delle antichità che non sono vere e facendogli sprecare i soldi della famiglia. La cameriera Colombina comincia non essendo rispettosa con Doralice perché non vuole obbedire ad una non nobile e perché solo obbedisce alla Contessa Isabella, ricevendo uno schiaffo da Doralice che la obbliga a raccontarlo alla Contessa, e finisce avvicinandosi a Doralice per motivi economici e diventando la colpevole dei conflitti tra suocera e nuora perché cambia il discorso secondo con chi parla. Poi i cicisbei della Contessa Isabella, il Cavaliere del Bosco e il dottore Anselmi, prima accettano il matrimonio del Conte Giacinto con Doralice ma quando si arrabbia la Contessa non pensano lo stesso. Sono falsi consiglieri tra i quali uno diventa poi consigliere di Doralice. I due fanno crescere il conflitto familiare.

Goldoni vuole fare una critica all’antiquariato a causa della moda di avere antichità grazie alla scoperta delle rovine di Pompei. Mostra come l’aristocrazia spreca i soldi senza sapere niente delle antichità perché tutti volevano avere un bel museo.

Un’altra critica dell’opera è lo scontro tra l’aristocrazia e la borghesia. Mostra un capo famiglia nobile e un mercante, uno che spreca e un altro che s’interessa dei problemi economici della nuova famiglia della figlia. Goldoni mostra il decadimento nobiliare rappresentato dal Conte, che spreca i denari, e dalla nuora che vuole essere come la suocera ed avere potere e dalla contessa che non vuole perderlo. Da un lato mostra una aristocrazia orgogliosa, rovinata e con abitudini: vita separata (il Conte non vuole sapere niente e non esce del museo) e i cicisbei. Dall’altro lato mostra l’auge dei borghesi che vogliono più potere, rappresentato con Doralice che vuole essere come la suocera e con Pantalone rappresentando la classe emergente. Mostra alla fine come la Contessa finisce per abitare sopra a Doralice ma non rappresenta una vittoria perché è un mercante che finisce per avere il controllo della casa.

Goldoni, come borghese, fa la critica dal punto di vista borghese con il motivo economico sempre presente.

Critica anche il cicisbeismo. Il cicisbeo è una “figura caratteristica del 18° sec., detta anche cavalier servente, che accompagnava ovunque una dama, servendola galantemente in tutto ciò che potesse occorrerle durante la giornata. Talvolta il contratto matrimoniale prevedeva l’esistenza di uno o più cicisbei”. Poi erano anche gli amanti riconosciuti all’aperto delle donne. Pantalone pensa che sono disonesti e che interrompono l’unione familiare, ragione per la quale vengono buttati fuori di casa.

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